{"id":262,"date":"2014-10-30T16:12:27","date_gmt":"2014-10-30T16:12:27","guid":{"rendered":"https:\/\/youdevmiami.com\/2014\/10\/30\/circolare-ministeriale-su-pct-ed-obblighi-di-cancelleria\/"},"modified":"2021-08-31T05:05:42","modified_gmt":"2021-08-31T05:05:42","slug":"circolare-ministeriale-su-pct-ed-obblighi-di-cancelleria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reboa.law\/?p=262","title":{"rendered":"Circolare ministeriale su PCT ed obblighi di cancelleria"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"> \tCon &nbsp;la circolare del 28 ottobre 2014 il Dipartimento per gli Affari di Giustizia del Ministero della Giustizia aggiorna le indicazioni da seguire per il Processo Civile Telematico. Di seguito il testo integrale della circolare:<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;Ministero della Giustizia<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;Dipartimento per gli Affari di Giustizia<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;Direzione Generale della Giustizia Civile<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;Al Sig. Presidente della Corte Suprema di Cassazione<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;Ai Sigg.ri Presidenti di Corte d&rsquo;Appello<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;Ai Sigg.ri Presidenti di Tribunale<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;LORO SEDI<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;e p.c. Al Sig. Procuratore Generale presso la Corte Suprema di Cassazione<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;ROMA<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;Al Sig. Capo di Gabinetto<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;SEDE<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Oggetto: adempimenti di cancelleria conseguenti all&#39; entrata in vigore degli obblighi di cui agli artt. 16 bis e sgg. d.l. n.179\/2012 e del d.l. n. 90\/2014. Testo consolidato aggiornato al 27 ottobre 2014.<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>1. Premessa e ricognizione delle novit&agrave; normative<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tL&#39;art. 16 bis, comma 1, d.l. 179\/12, convertito in legge n. 221\/2012, prevede che dal 30 giugno 2014 nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al tribunale, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite (che per comodit&agrave; e chiarezza verranno da qui in avanti definiti semplicemente &ldquo;atti endoprocessuali&rdquo;) ha luogo esclusivamente con modalit&agrave; telematiche. Allo stesso modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti da parte dei soggetti nominati o delegati dall&#39;autorit&agrave; giudiziaria (Consulenti tecnici, custodi ecc.).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tL&rsquo;art. 44, comma 1 d.l. n. 90\/2014 prevede che le disposizioni di cui ai commi da 1 a 3 del citato art. 16 bis si applicano esclusivamente ai procedimenti innanzi al tribunale ordinario iniziati dal 30 giugno 2014. Invece, per i procedimenti iniziati prima del 30 giugno 2014, le predette disposizioni si applicano a decorrere dal 31 dicembre 2014; fino a tale data, il deposito degli atti processuali e dei documenti pu&ograve; essere effettuato, alternativamente, con modalit&agrave; telematiche o su supporto analogico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;A seguito delle ultime modifiche normative si determina, quindi, la seguente situazione:<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tper i procedimenti instaurati a decorrere dal 30 giugno 2014 il deposito degli atti endoprocessuali, provenienti dalle parti costituite ovvero dagli ausiliari del giudice, avviene esclusivamente mediante invio telematico. Le cancellerie, quindi, da tale data, nei procedimenti di nuova instaurazione, non dovranno pi&ugrave; ricevere il deposito in forma cartacea degli atti endoprocessuali di parte, salve le eccezioni di cui ai commi 8 e 9 art.16 bis d.l. 179\/12 cit. ;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp; &nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tper i procedimenti instaurati prima del 30 giugno 2014 &egrave; facolt&agrave; della parte, fino al 30 dicembre 2014, scegliere se depositare atti e documenti in forma cartacea o mediante invio telematico. Dal 31 dicembre 2014, anche nei procedimenti gi&agrave; pendenti, sar&agrave; consentito il deposito di atti endoprocessuali esclusivamente mediante invio telematico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tIn definitiva, le cancellerie, dal 30 giugno 2014, avranno cura di accettare qualsiasi atto endoprocessuale depositato in via telematica.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tL&rsquo;entrata in vigore di tale modalit&agrave; di deposito costituisce tappa fondamentale verso un processo civile integralmente telematico ma non costituisce, di per s&eacute;, entrata in vigore del c.d. Processo Civile Telematico (PCT) e non ne completa il percorso.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tDal 30 giugno prossimo, infatti, soltanto una, pur rilevante, porzione degli atti e documenti processuali verr&agrave; obbligatoriamente depositata mediante invio telematico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tSi ritiene che l&rsquo;entrata in vigore delle norme di cui all&rsquo;art. 16 bis d.l. cit. non innovi in alcun modo la disciplina previgente in ordine alla necessit&agrave; di un provvedimento ministeriale per l&rsquo;abilitazione alla ricezione degli atti introduttivi e di costituzione in giudizio. Dunque, nei tribunali gi&agrave; abilitati a ricevere tali atti processuali ai sensi dell&rsquo;art. 35 DM 44\/11, continuer&agrave; a costituire facolt&agrave; (e non obbligo) delle parti, quella di inviare anche gli atti introduttivi o di costituzione in giudizio mediante deposito telematico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;Laddove, invece, tale abilitazione non sussista, essa dovr&agrave; essere richiesta.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tNelle ipotesi in cui le parti procedano al deposito telematico dell&rsquo;atto introduttivo o di costituzione in giudizio in assenza della predetta abilitazione, la valutazione circa la legittimit&agrave; di tali depositi, involgendo profili prettamente processuali, sar&agrave; di esclusiva competenza del giudice. Di conseguenza non spetta al cancelliere la possibilit&agrave; di rifiutare il deposito degli atti introduttivi (e\/o di costituzione in giudizio) inviati dalle parti, anche presso quelle sedi che non abbiano ottenuto l&rsquo;abilitazione ex art. 35 D.M. n.44\/11.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;2. Tenuta del fascicolo su supporto cartaceo.<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tAnche una volta divenuta efficace la disposizione di cui al citato art. 16 bis, pu&ograve; sorgere la necessit&agrave; per la cancelleria di formare e custodire i fascicoli cartacei secondo le modalit&agrave; previste dalle vigenti norme di legge e di regolamento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tSe &egrave; vero, infatti, che l&rsquo;art. 9 DM 44\/2011 statuisce che <em>&ldquo;la tenuta e conservazione del fascicolo informatico equivale alla tenuta e conservazione del fascicolo d&rsquo;ufficio su supporto cartaceo&rdquo;, la norma stessa fa salvi &ldquo;gli obblighi di conservazione dei documenti originali unici su supporto cartaceo previsti dal codice dell&rsquo;amministrazione digitale e dalla disciplina processuale vigente&rdquo;.<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tCi&ograve; vale anche per i fascicoli iscritti a ruolo dopo il 30 giugno 2014, posto che, in linea generale, permarr&agrave; per le parti l&rsquo;obbligo di depositare gli atti di costituzione in giudizio e i documenti ad essi allegati in formato cartaceo. Cos&igrave; come rimarr&agrave;, per il giudice, la facolt&agrave; di depositare in formato cartaceo i propri provvedimenti (ad eccezione di quelli assunti nell&rsquo;ambito del procedimento monitorio), salvo l&rsquo;onere della cancelleria di acquisizione di una copia informatica, di cui si dir&agrave; infra.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;Inoltre, il deposito dell&rsquo;originale cartaceo di documenti gi&agrave; depositati mediante invio telematico potr&agrave;, comunque, rendersi necessario in diverse ipotesi.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tCi si riferisce, in particolare, all&rsquo;ipotesi di cui all&rsquo;art. 16 bis, comma 9, d.l. n.179\/12, a mente del quale il giudice pu&ograve; ordinare il deposito di copia cartacea di singoli atti e documenti per ragioni specifiche. Va sottolineato, comunque, che, trattandosi, secondo la dizione di legge, di deposito di <em>&ldquo;copia cartacea di singoli atti e documenti&rdquo;,<\/em> esso presuppone il previo deposito mediante invio telematico dell&rsquo;originale informatico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tTale atto sar&agrave; oggetto di formale attestazione di deposito da parte della cancelleria e sar&agrave; inserito nel fascicolo cartaceo del processo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tSi pu&ograve; portare, poi, a titolo di esempio, la necessit&agrave; di produrre l&rsquo;originale cartaceo del documento la cui sottoscrizione autografa sia stata oggetto di disconoscimento. In tal caso, fermo restando, per la parte gi&agrave; costituita a mezzo di un difensore, l&rsquo;obbligo di invio telematico, laddove il giudice dovesse dar corso al subprocedimento di verificazione, la parte verrebbe verosimilmente onerata dallo stesso giudice di produrre l&rsquo;originale cartaceo. Tale originale cartaceo, depositato in cancelleria, andrebbe necessariamente custodito nel fascicolo precedentemente formato. Simili ipotesi si verificherebbero nell&rsquo;ipotesi di disconoscimento della conformit&agrave; all&rsquo;originale della copia di un documento, ovvero di proposizione di querela di falso sullo stesso. Si vedr&agrave;, nel prosieguo, anche l&rsquo;ipotesi del verbale di conciliazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tL&rsquo;elencazione appena fatta non &egrave;, ovviamente, esaustiva degli atti e documenti che potrebbero necessitare di deposito cartaceo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;3. Copie ad uso ufficio e dei componenti del collegio.<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;L&rsquo;art. 111 disp. att. c.p.c., dispone che <em>&ldquo;il cancelliere non deve consentire che s&#39;inseriscano nei fascicoli di parte comparse che non risultano comunicate alle altre parti e di cui non gli sono contemporaneamente consegnate le copie in carta libera per il fascicolo d&#39;ufficio e per gli altri componenti il collegio&rdquo;.<\/em> Tale disposizione, pur rimanendo in vigore anche all&rsquo;esito delle pi&ugrave; recenti novit&agrave; normative, presuppone un deposito in forma cartacea, eseguito materialmente presso la Cancelleria di un ufficio giudiziario. Se per&ograve;, per obbligo normativo o per scelta normativamente consentita, la parte opera il deposito tramite invio telematico, la norma di cui al richiamato art. 111 disp. att. c.p.c. risulta inapplicabile, posto che, nel momento stesso in cui l&rsquo;atto inviato telematicamente viene accettato dal cancelliere, l&rsquo;atto medesimo entra a far parte del fascicolo telematico ed &egrave; visibile a tutte le altre parti oltre che al giudice. Tali soggetti, in questo modo, possono usufruire di un duplicato informatico ai sensi dell&rsquo; art. 1, comma 1, lett. i-quinquies del Codice dell&rsquo;Amministrazione Digitale, che sembra, a questa Amministrazione, soddisfare l&rsquo;esigenza sottesa all&rsquo;art.111 disp. att. c.p.c., di mettere a disposizione dei soggetti coinvolti nel processo gli atti depositati da tutte le parti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tLe Cancellerie saranno tenute, dunque, ad accettare il deposito degli atti endoprocessuali inviati in forma telematica, senza doverne rifiutare il deposito per il fatto che non sia stata allegata copia cartacea.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;4. Copie informali.<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tDiversa dalla copia depositata per ordine del giudice ai sensi dell&rsquo;art. 16 bis, comma 9, d.l. n. 179\/2012, &egrave; la copia cartacea informale dell&rsquo;atto o documento depositati telematicamente.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tLa messa a disposizione del giudice di tale copia, ad opera delle parti o degli ausiliari, costituisce soluzione o prassi organizzativa adottata a livello locale e non pu&ograve; essere oggetto di statuizioni imperative, n&eacute;, in generale, di eterodeterminazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tLaddove se ne ravvisi la necessit&agrave;, quindi, potr&agrave; essere individuata, presso i singoli uffici, una modalit&agrave; per mettere a disposizione dei magistrati la copia cartacea di atti e documenti gi&agrave; depositati mediante invio telematico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tTale prassi, libera da qualsiasi vincolo di forma, lo si sottolinea, non sostituisce n&eacute; si aggiunge al deposito telematico, ma costituisce soltanto una modalit&agrave; pratica di messa a disposizione del giudice di atti processuali trasposti su carta.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tPertanto, le copie in questione non devono essere inserite nel fascicolo processuale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tLaddove, tuttavia, gli atti e documenti cos&igrave; messi a disposizione del magistrato vengano materialmente inseriti nel fascicolo cartaceo, il Cancelliere non dovr&agrave; apporvi il timbro di deposito o altro equivalente, onde non ingenerare confusione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tCorre l&rsquo;obbligo, infine, di aggiungere che, considerata l&rsquo;eccezionalit&agrave; del momento, nel caso non vengano adottate le prassi sopra indicate, e poich&eacute; i magistrati dovranno modificare in modo rilevante le proprie modalit&agrave; di organizzazione del lavoro, pu&ograve; esservi la necessit&agrave; di procedere, da parte della cancelleria, alla stampa di atti e documenti su richiesta del giudice, soprattutto laddove si tratti di &lsquo;file&rsquo; di grandi dimensioni.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;Si raccomanda, sul punto, agli uffici di cancelleria la massima collaborazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;5. Tempi di lavorazione degli atti da parte delle cancellerie.<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tDall&rsquo;esclusivit&agrave;, o anche dalla mera facolt&agrave; del deposito telematico deriva l&#39;esigenza, assolutamente prioritaria, di garantire la tempestiva accettazione degli atti e documenti depositati dalle parti. L&#39;urgenza di provvedere a tale incombente &egrave; massima, poich&eacute; solo con l&#39;accettazione del deposito da parte del cancelliere l&#39;atto entra nel fascicolo processuale e diviene visibile dalla controparte e dal giudice. Laddove, poi, i termini per il deposito di atti siano scaglionati (per disposizione o per scelta del giudice), in maniera tale che alla scadenza di un primo termine si ricolleghi la decorrenza del secondo (&egrave; il caso dei termini di cui agli artt. 183 e 190 cpc) &eacute; evidente come il ritardo nell&#39;accettazione del deposito eseguito nel primo termine comporti un&#39;automatica decurtazione del secondo termine, a detrimento dei diritti di difesa (ferma restando la salvezza del termine per la parte che abbia visto generata la ricevuta di avvenuta consegna prima della scadenza). &Eacute;, dunque, assolutamente da escludersi che possano trascorrere diversi giorni tra la data della ricezione di atti o documenti e quella di accettazione degli stessi da parte della Cancelleria.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tSi ritiene, pertanto, consigliabile che l&rsquo;accettazione del deposito di atti e documenti provenienti dai soggetti abilitati all&rsquo;invio telematico sia eseguita entro il giorno successivo a quello di ricezione da parte dei sistemi del dominio giustizia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tA tale scopo gli Uffici giudiziari dovranno adottare ogni soluzione organizzativa idonea a garantire in via prioritaria la tempestivit&agrave; della lavorazione degli atti processuali ricevuti, se del caso anche ricorrendo ad una riorganizzazione del lavoro, tale da privilegiare le attivit&agrave; di &lsquo;back office&rsquo; rispetto a quelle di &lsquo;front office&rsquo;, in modo da consentire una tempestiva accettazione del deposito di atti e documenti telematici. In tale contesto si colloca la modifica dell&rsquo;art. 162 primo comma, della legge 23 ottobre 1960 n.1196, ad opera dell&rsquo;art. 51 D.l. n.90\/2014. Per effetto della modifica da ultimo introdotta, infatti, l&rsquo;orario di apertura giornaliera delle cancellerie pu&ograve; essere ridotto da 5 a 3 ore. La riduzione dell&rsquo;orario di apertura al pubblico &#8211; a cui i dirigenti avranno cura di ricorrere esclusivamente laddove ci&ograve; non determini disservizi per l&rsquo;utenza &#8211; consentir&agrave; alle cancellerie di riservare una parte rilevante del proprio lavoro alla ricezione degli atti inviati telematicamente. In particolare, laddove venga in concreto attuata la riduzione dell&rsquo;orario di apertura al pubblico, sarebbe opportuno che le cancellerie, in via tendenziale, incrementassero la quantit&agrave; di tempo dedicata all&rsquo;accettazione degli atti telematici in misura almeno pari a quella della riduzione dell&rsquo;orario di apertura.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;6. Orario di deposito e proroga dei termini processuali scadenti di sabato o domenica<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tL&rsquo;art. 51, comma 2, D.l. n.90\/2014 aggiunge, al termine dell&rsquo;art. 16 bis, comma 7, d.l. n.179\/12, un periodo volto a rimuovere l&rsquo;incertezza interpretativa creatasi in merito al giorno in cui doveva ritenersi perfezionato l&rsquo;invio telematico alla cancelleria di un atto o documento, nell&rsquo;ipotesi di generazione della ricevuta di avvenuta consegna oltre le ore 14.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tA seguito della modifica in esame, &egrave; definitivamente chiarito che <em>&ldquo;il deposito &egrave; tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna &egrave; generata entro la fine del giorno di scadenza&rdquo;. <\/em>La norma in esame aggiunge, inoltre, che &ldquo;si applicano le disposizioni di cui all&rsquo;art. 155, quarto e quinto comma, del codice di procedura civile&rdquo;. In tal modo si chiarisce che si applica anche all&rsquo;ipotesi di deposito telematico la proroga di diritto del giorno di scadenza di un termine, laddove tale termine scada in un giorno festivo, ovvero, in caso di atti processuali da compiersi fuori udienza, di sabato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tPu&ograve; rammentarsi, poi, che, alla stregua dell&rsquo;interpretazione della giurisrprudenza di legittimit&agrave; (Crf. Cass., Ord. N.182\/2011, Sent. n. 11163\/2008), in ipotesi di termini &ldquo;a ritroso&rdquo; (come ad esempio quello di costituzione del convenuto), laddove il termine stesso cada nelle giornate di sabato o domenica, il deposito, per essere tempestivo, dovr&agrave; essere operato nella giornata precedente il sabato o comunque il giorno festivo in cui il termine verrebbe a scadere.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tSi rammenta, altres&igrave;, che, ai sensi dell&rsquo;art. 16 bis comma 7 d.l. n. 179\/12, come modificato dall&rsquo;art. 51, comma 2, d.l. n.90\/2014, laddove il messaggio di PEC inviato dalla parte al fine di operare il deposito superi la dimensione massima stabilita dalle specifiche tecniche del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia, il deposito degli atti o dei documenti pu&ograve; essere tempestivamente eseguito mediante l&rsquo;invio di pi&ugrave; messaggi di posta elettronica certificata, compiuti entro la fine del giorno di scadenza.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tNe consegue che le cancellerie potranno trovarsi nella condizione di dover accettare pi&ugrave; buste, relative a quello che, sotto il profilo giuridico, costituisce un unico deposito di atti o documenti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;7. Anomalie del deposito eseguito mediante invio telematico<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tL&#39;art. 14 del provvedimento 16 aprile 2014 del Responsabile DGSIA (Specifiche tecniche di cui all&rsquo;art. 34 DM 44\/2011) prevede che, all&#39;esito della trasmissione ad un ufficio giudiziario di un atto o documento processuale, il gestore dei servizi telematici esegua automaticamente taluni controlli formali sulla c.d. Busta ricevuta dal sistema. Le possibili anomalie riscontrabili sono riconducibili a tre categorie : WARN, ERROR e FATAL.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tErrori appartenenti alle prime due categorie consentono alla cancelleria di forzare l&#39;accettazione del deposito. Errori appartenenti alla terza categoria, viceversa, inibiscono materialmente l&#39;accettazione, e, dunque, l&#39;entrata dell&#39;atto\/documento nel fascicolo processuale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tLe cancellerie, in presenza di anomalie del tipo WARN o ERROR, dovranno sempre accettare il deposito, avendo cura, tuttavia, di segnalare al giudicante ogni informazione utile in ordine all&#39;anomalia riscontrata. A tal fine &egrave; fortemente auspicabile che i capi di ciascun ufficio e i dirigenti di cancelleria concordino tra loro modalit&agrave; di segnalazione degli errori il pi&ugrave; possibile efficaci e complete.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>8. Deposito esclusivamente telematico degli atti del giudice nell&rsquo;ambito della procedura monitoria<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tAi sensi del comma 4 dell&rsquo;art. 16 bis D.l. n.179\/12,, le cancellerie, limitatamente al procedimento di cui libro IV, titolo I, capo I, non dovranno nemmeno ricevere il deposito dei provvedimenti predisposti e inviati dal magistrato in modalit&agrave; diverse da quelle telematiche di cui all&#39;art.16 bis. I provvedimenti adottati dal giudice in sede monitoria, dunque (provvedimenti di &ldquo;sospensione&rdquo; o rigetto cui all&rsquo;art. 640 c.p.c., decreti ingiuntivi ex art. 641 c.p.c.), potranno essere depositati esclusivamente mediante invio telematico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tSi invitano i capi degli Uffici a valutare la possibilit&agrave; di sollecitare i magistrati alla piena osservanza delle disposizioni in questione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;9. Deposito di atti processuali delle parti non costituite a mezzo di difensore<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tViceversa, allo stato attuale della normativa, non saranno tenute al deposito mediante invio telematico le parti non costituite a mezzo di difensore. In particolare si segnala che, ai sensi dell&rsquo;art. 16 bis comma 1, ultimo periodo, d.l. 179\/12, aggiunto dall&rsquo;art. 44, comma 2, D.l. 90\/2014, &ldquo;per difensori non si intendono i dipendenti di cui si avvalgono le pubbliche amministrazioni per stare in giudizio personalmente&rdquo;.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tPer tali funzionari, dunque, non sussiste, n&eacute; attualmente, n&eacute;, a normativa invariata, sussister&agrave; in futuro, l&rsquo;obbligo di invio telematico di atti e documenti processuali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;10. Comunicazione integrale dei provvedimenti del giudice<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tNelle ipotesi in cui il giudice depositi un provvedimento su supporto cartaceo, &egrave; necessario che la cancelleria ne acquisisca copia informatica al fine di adempiere all&rsquo;obbligo di cui all&rsquo;art. 45 disp. att. C.p.c., come modificato dall&rsquo;art. 16 d.l. 179\/12. La norma richiamata, infatti, cos&igrave; dispone:<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<em>&ldquo;Il biglietto contiene in ogni caso l&#39;indicazione dell&#39;ufficio giudiziario, della sezione alla quale la causa &egrave; assegnata, dell&#39;istruttore se &egrave; nominato, del numero del ruolo generale sotto il quale l&#39;affare &egrave; iscritto e del ruolo dell&#39;istruttore, il nome delle parti ed il testo integrale del provvedimento comunicato&rdquo;.<\/em> Solo l&rsquo;integrale acquisizione di copia informatica del provvedimento del giudice (laddove questo sia nativamente cartaceo) consente, infatti, l&rsquo;invio del biglietto telematico di cancelleria contenente copia integrale del provvedimento, in modo da far decorrere i termini per l&rsquo;impugnazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tSi segnala, a tal proposito, che l&rsquo;art. 45 lett. b) d.l. n. 90\/2014, ha modificato la formulazione dell&rsquo;art. 133 c.p.c., introducendo l&rsquo;obbligo di dare notizia alle parti del deposito della sentenza mediante biglietto contenente non pi&ugrave; il solo dispositivo, ma il testo integrale della sentenza medesima, cos&igrave; armonizzando le due disposizioni in questione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;11. Accesso al fascicolo informatico delle parti non costituite<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tPoich&eacute; dal 30 giugno prossimo gli atti e i documenti del procedimento monitorio dovranno essere depositati in forma esclusivamente telematica, e, comunque, sar&agrave; consentito il deposito telematico anche dell&rsquo;atto introduttivo, va garantita la visione di atti e documenti al debitore ingiunto oltre che al difensore della parte, munito di procura, che ancora non abbia iscritto a ruolo l&rsquo;eventuale causa di opposizione. Le cancellerie dovranno, dunque, predisporre adeguate modalit&agrave; organizzative al fine di consentire alle parti l&rsquo;esercizio di tale prerogativa. La mera visione del fascicolo informatico deve ritenersi gratuita, mentre per l&rsquo;estrazione di copia e per il pagamento dei relativi diritti varranno le regole generali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tA tale proposito si segnala che, lo scorso 25 giugno, la Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati &ndash; DGSIA, ha rilasciato un aggiornamento delle specifiche tecniche relative al deposito di atti, finalizzato a consentire a soggetti non costituiti l&rsquo;accesso temporaneo a singoli fascicoli in via telematica, eliminando la necessit&agrave; di un accesso fisico ai locali di cancelleria.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;Ulteriori informazioni sul punto in Processo telematico &#8211; Aggiornamento Specifiche tecniche deposito atti (<a href=\"http:\/\/pst.giustizia.it\/PST\/it\/pst_3_1.wp?previousPage=homepage&amp;contentId=NEW1290\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/pst.giustizia.it\/PST\/it\/pst_3_1.wp?previousPage=homepage&amp;contentId=NEW1290<\/a>).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>12. Atti processuali a firma multipla con particolare riferimento al verbale d&rsquo;udienza e al caso del verbale di conciliazione<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tL&rsquo;art. 45, comma 1, lett. a), d.l. n. 90\/2014 opera una modifica dell&rsquo;art. 126 c.p.c., eliminando la necessit&agrave; della sottoscrizione del verbale d&rsquo;udienza da parte dei soggetti intervenuti, prescrivendo che del verbale stesso sia data lettura in udienza, ad opera del cancelliere. La lettera c) dello stesso comma, poi, sopprime, all&rsquo;art. 207, secondo comma, c.p.c., le parole &ldquo;che le sottoscrive&rdquo;. In tal modo viene superato il problema di consentire ai soggetti intervenuti, e, in particolare, ai testimoni e alle parti presenti in udienza, che abbiano reso l&rsquo;interrogatorio, di sottoscrivere il verbale, posto che, come noto, la &lsquo;Consolle&rsquo; del magistrato, allo stato attuale, permette la sottoscrizione di atti solo da parte del giudice.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tDiverso &egrave;, invece, il caso del verbale di conciliazione. Rimane, infatti, in vigore l&rsquo;art. 88 disp. att. c.p.c., a mente del quale <em>&ldquo;la convenzione conclusa tra le parti per effetto della conciliazione davanti al giudice istruttore &egrave; raccolta in separato processo verbale, sottoscritto dalle parti stesse, dal giudice e dal cancelliere&rdquo;. <\/em>In tale ipotesi, infatti, la mancanza di sottoscrizione autografa delle parti determinerebbe certamente notevoli difficolt&agrave; in sede di trascrizione, sicch&eacute; &egrave; altamente probabile che, in questi casi, il giudice provveder&agrave; a stampare su carta il verbale in modo da consentirne alle parti la sottoscrizione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>&nbsp;13. Iscrizione di professionisti al REGINDE<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tCome gi&agrave; segnalato con circolare del 24 gennaio 2014 prot. 1631.U DOG, dal 30 giugno prossimo, sempre ai sensi dell&#39;art 16 bis dl 179\/2012 anche i professionisti nominati dal giudice dovranno depositare i propri atti esclusivamente con modalit&agrave; telematiche. Ad oggi, tuttavia, una vasta platea di professionisti non &egrave; censita sul registro generale degli indirizzi elettronici di cui al dm 44\/11.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tDal 30 giugno prossimo, nei casi in cui sussiste l&#39;obbligo di cui al citato art. 16 bis, le cancellerie non dovranno pi&ugrave; accettare il deposito di atti e documenti cartacei provenienti da professionisti nominati dal giudice. Per le cause iniziate prima del 30 giugno, poi, l&rsquo;invio telematico costituisce comunque una modalit&agrave; consentita, ed anzi, preferenziale, di deposito degli atti del consulente. &Egrave;, quindi, necessario che gli addetti alle cancellerie, nel rapportarsi coi professionisti, e comunque all&#39;atto del deposito, segnalino l&#39;assoluta necessit&agrave; di curare la propria iscrizione al &lsquo;Reginde&rsquo; da parte loro, laddove tale iscrizione non sia stata curata dai rispettivi ordini di appartenenza. Si richiama, sul punto, la nota di questa Direzione generale del 6 giugno 2014, prot. n. 80939.U.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tLa presente circolare viene trasmessa al Capo di Gabinetto in vista delle prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico permanente istituito per il processo civile telematico dall&rsquo;On. Ministro della Giustizia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>14. Pagamento del Contributo Unificato con marca da bollo. Modalit&agrave; alternative di pagamento (Testo aggiunto il 27.10.2014)<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tA seguito dell&rsquo;entrata in vigore delle disposizioni in tema di esclusivit&agrave; del deposito telematico nei procedimenti di cui al libro IV, titolo I, capo I del Codice di Procedura Civile, si &egrave; evidenziata la problematica connessa alle modalit&agrave; con le quali gli Uffici giudiziari devono provvedere all&rsquo;annullamento delle marche da bollo utilizzate dalla parte che instaura un procedimento per l&rsquo;assolvimento del Contributo Unificato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tSul punto deve ritenersi condivisibile, ed anzi, doverosa, la prassi, gi&agrave; adottata da taluni Uffici, di invitare il procuratore della parte, che abbia assolto il Contributo Unificato mediante acquisto dell&rsquo;apposita marca da bollo, e che abbia provveduto alla scansione della marca stessa ai fini del suo inserimento nel fascicolo informatico, a recarsi presso l&rsquo;Ufficio giudiziario in modo da consentirne l&rsquo;annullamento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tTale modus operandi appare, come detto, doveroso, poich&eacute;, &nbsp;ai sensi dell&rsquo;art. 12 TU 642\/1972, le marche da bollo devono essere annullate secondo specifiche modalit&agrave; che le norme sul PCT non hanno modificato n&eacute; abrogato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tQualora, poi, la parte intenda evitare qualsiasi accesso agli Uffici giudiziari, profittando in pieno dei vantaggi derivanti dall&rsquo;informatizzazione del procedimento, potr&agrave; valersi delle ulteriori modalit&agrave; di assolvimento del C.U. previste dalla legge (pagamento telematico, versamento su C\/C postale, modello F23).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tA tal proposito si consiglia di segnalare alle parti l&rsquo;esistenza di un&rsquo;apposita sezione del sito dell&rsquo;Agenzia delle Entrate contenente informazioni utili a tal fine, nonch&eacute; la pagina del Portale dei Servizi Telematici concernente il pagamento telematico del C.U..<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>15. Potere di autenticazione, da parte del difensore, degli atti contenuti nel fascicolo informatico (Testo aggiunto il 27.10.2014)<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tCome noto, l&rsquo;art. 52 d.l. n.90\/2014, convertito in legge n. 114\/2014, ha introdotto il comma 9-bis dell&rsquo;art.16 bis d.l. n.179\/2012, attribuendo, al difensore, al consulente tecnico, al professionista delegato, al curatore ed al commissario giudiziale la facolt&agrave; &nbsp;di<em> &ldquo;estrarre con &nbsp;modalit&agrave; telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti&rdquo;<\/em> contenuti nel fascicolo informatico, ed il potere di &nbsp;<em>&ldquo;attestare &nbsp;la conformit&agrave; delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico&rdquo;.<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tAlcuni Uffici hanno dubitato che la facolt&agrave; ed il potere &nbsp;attribuiti dalla norma citata sussistano in relazione ad atti e documenti contenuti in fascicoli relativi a procedimenti instaurati prima dell&rsquo;entrata in vigore della norma stessa, o comunque prodotti e\/o depositati in epoca anteriore.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tUn&rsquo;eventuale distinzione tra procedimenti instaurati prima del 30 giugno e procedimenti iniziati successivamente non sembra fondata su alcun dato testuale n&eacute; sulla ratio dell&rsquo;introduzione del potere di autentica, che &egrave; quella di sgravare gli Uffici giudiziari da attivit&agrave; materiali a basso contenuto intellettuale, e nel contempo, di consentire alle parti di avvantaggiarsi delle possibilit&agrave; offerte dall&rsquo;utilizzo dello strumento informatico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tTenuto conto di tale ratio, &egrave; da ritenersi che il potere di autentica si estenda a tutti gli atti contenuti nei fascicoli informatici, indipendentemente dalla data di instaurazione del procedimento o di deposito del singolo atto o documento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>16. Applicabilit&agrave; ai procedimenti instaurati presso tutti gli Uffici giudiziari degli adeguamenti del Contributo Unificato introdotti dal d.l. n. 90\/2014 (Testo aggiunto il 27.10.2014)<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tCome noto, il d.l. n.90\/2014, convertito in legge n. 114\/2014, ha stabilito una serie di adeguamenti del Contributo Unificato finalizzati alla copertura dei mancati introiti derivanti dall&rsquo;introduzione del Processo Civile Telematico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tIn ragione del fatto che non tutti gli Uffici giudiziari sono attualmente interessati dall&rsquo;obbligatoriet&agrave; del Processo Civile Telematico, &egrave; stata sollevata questione circa l&rsquo;applicabilit&agrave; degli adeguamenti ai procedimenti instaurati presso Uffici, come quelli del Giudice di Pace, che attualmente non sono interessati dalle innovazioni tecnico-processuali in esame.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tSul punto va osservato come nessuna distinzione sia consentita, sulla base del testo di legge, circa l&rsquo;applicabilit&agrave; degli adeguamenti, tra Uffici interessati dal PCT e Uffici non interessati.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tDel resto va osservato che, alla luce delle vigenti norme processuali, &egrave; ben possibile che atti e provvedimenti originariamente contenuti nel fascicolo cartaceo relativo ad un procedimento instaurato presso il Giudice di Pace confluiscano, poi, nel fascicolo informatico del procedimento stesso, in grado di appello, determinando, cos&igrave;, possibili minori introiti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>17. Rilascio della formula esecutiva su copia estratta dal difensore (Testo aggiunto il 27.10.2014)<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \t&nbsp;Si sono registrate, presso diversi Uffici Giudiziari, le richieste, rivolte dai difensori alle Cancellerie, di apposizione della &nbsp;formula esecutiva (c.d. Comandiamo) su copie cartacee di provvedimenti giurisdizionali tratti dal fascicolo informatico, autenticate dal difensore avvalendosi della facolt&agrave; attribuitagli dall&rsquo;art. 16-bis, comma 9-bis, d.l. n.179\/2012, introdotto dall&rsquo;art. 52 d.l. n. 90 n.2014, come convertito in legge.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tCi si chiede, quindi, se la Cancelleria debba proseguire ad osservare le consuete modalit&agrave; di rilascio di copia esecutiva, provvedendo essa stessa, su richiesta di parte, all&rsquo;estrazione della copia stessa, alla sua certificazione di conformit&agrave; all&rsquo;originale con contestuale spedizione in forma esecutiva, o, se, piuttosto sia possibile, per il difensore, provvedere in autonomia all&rsquo;estrazione di copia ed alla sua autenticazione, rivolgendosi alla Cancelleria solo per l&rsquo;apposizione della formula esecutiva, con conseguente esonero dal versamento di qualsiasi diritto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tQuesta Direzione Generale ritiene che &nbsp;tale ultima modalit&agrave; operativa debba essere esclusa, alla luce di quanto disposto dall&rsquo;art. 153 disp. Att. C.p.c. &ndash; norma che non &egrave; stata interessata da alcuna recente modifica &#8211; che mantiene in capo alla cancelliere l&rsquo;attivit&agrave; di rilascio &nbsp;della copia in forma esecutiva ex art. 475 c.p.c.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tTale interpretazione ha trovato conforto nel parere dell&rsquo;Ufficio Legislativo, che, &nbsp;con nota prot. 8921 del 15.10.2014 &nbsp;ha chiarito che &ldquo; le attivit&agrave; di spedizione e di rilascio della copia esecutiva sono proprie del cancelliere, che deve individuare la parte a favore della quale rilascia la copia &rdquo;.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tA tale interpretazione vorranno attenersi gli Uffici di cancelleria, astenendosi dall&rsquo;apporre la formula esecutiva su copie di provvedimenti giudiziari autenticate ai sensi dell&rsquo;art. 16-bis comma 9-bis d.l. n.179\/2012, ed attenendosi, invece, alla nota procedura disciplinata dal codice di procedura civile.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"> \tNe consegue che, per il rilascio della copia, in forma esecutiva, di un provvedimento, devono essere percepiti i diritti percepiti di cui all&rsquo;art. 268 D.P.R. n.115\/2002. (fonte Ministero della Giustizia)<\/div>\n<div> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"> \t<strong>&nbsp;Roma, 28 ottobre 2014<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"> \t&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"> \t<strong>&nbsp;IL DIRETTORE GENERALE<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"> \t<strong>&nbsp;Marco Mancinetti<\/strong><\/div>\n<div> \t&nbsp;<\/div>\n<div> \t&nbsp;&nbsp;<\/div>\n<div> \t&nbsp;<\/div>\n<div> \t&nbsp;<\/div>\n<div> \t&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con &nbsp;la circolare del 28 ottobre 2014 il Dipartimento per gli Affari di Giustizia del Ministero della Giustizia aggiorna le indicazioni da seguire per il Processo Civile Telematico. Di seguito il testo integrale della circolare: &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;Ministero della Giustizia &nbsp;Dipartimento per gli Affari di Giustizia &nbsp;Direzione Generale della Giustizia Civile &nbsp; &nbsp;Al Sig. 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