{"id":209,"date":"2014-03-24T15:55:10","date_gmt":"2014-03-24T15:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/youdevmiami.com\/2014\/03\/24\/i-12000-della-procura\/"},"modified":"2020-07-17T20:43:18","modified_gmt":"2020-07-17T20:43:18","slug":"i-12000-della-procura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reboa.law\/?p=209","title":{"rendered":"I 12.000 della Procura"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> \tLa circolare del Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, con\u00a0 la quale si limitano a 12.000 il numero dei processi da portare a dibattimento ogni anno \u00e8 una di quelle iniziative sulle quali si discuter\u00e0 per molto tempo, anche perch\u00e9 tutte le tesi, sia quelle favorevoli che quelle contrarie, hanno un loro fondamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIndipendentemente dalla posizione che ognuno voglia assumere, bisogna dare atto al dr. Pignatone di avere avuto coraggio e di essere un uomo che non teme di esporsi per tentare di assicurare funzionalit\u00e0 all&rsquo;ufficio alla cui guida \u00e8 preposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti la portata della decisione che coinvolge il Tribunale pi\u00f9 grande d&rsquo;Europa esporr\u00e0 il Magistrato ad una marea di critiche che potrebbero persino travolgerlo. Critiche che troveranno anche cassa di risonanza da parte di quelle forze occulte, ma non troppo, che inquinano la politica laziale e che sono lese nei loro interessi criminali dalla lotta serrata che la Procura di Roma sta facendo al riciclaggio del denaro sporco in imprese apparentemente pulite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tProprio sulle pagine di questo numero di <strong>InGIUSTIZIA la PAROLA al POPOLO<\/strong> un altro Magistrato noto per la propria seriet\u00e0 e rettitudine, il Presidente Mario Bresciano, ha lanciato un grido di allarme per la carenza di personale nel Tribunale di Roma, insufficiente per celebrare i processi e, quindi, non appare condivisibile l&rsquo;affermazione dell&rsquo;Unione delle Camere Penali che la circolare della Procura si innesti nel tentativo della Magistratura di<em> &ldquo;conquistare spazi di discrezionalit\u00e0 politica senza sopportare la relativa responsabilit\u00e0&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tIl problema della carenza di personale e del numero eccessivo dei processi esiste e viene denunciato periodicamente da tutte le forze coinvolte nel meccanismo giustizia (sindacati degli operatori, avvocati, magistrati). Sicch\u00e9 non si pu\u00f2 bollare come una iniziativa di potere il tentativo di non far affondare una barca di fatto abbandonata a se stessa dalla politica, senza mettere in dubbio l&rsquo;onest\u00e0 e la correttezza istituzionale di un uomo che cerca di utilizzare il proprio potere per dare un senso all&rsquo;incarico ricevuto.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLe Camere Penali non volevano certo dire ci\u00f2, ma vi sono parole che rischiano di essere mediaticamente cos\u00ec virulente da offuscare le considerazioni in punto di diritto costituzionale che portano alla conclusione che la circolare \u00e8 comprensibile e degna di rispetto per i motivi che l&rsquo;hanno ispirata, ma non pu\u00f2 essere n\u00e9 accettata n\u00e9 presa a modello. Se la giustizia, di fronte all&rsquo;emergenza, rinnega i propri principi fondamentali, di fatto nega se stessa e potrebbe portare a quegli abusi che si imputavano al Fascismo e che il legislatore costituente ha voluto impedire, approvando il principio dell&rsquo;obbligatoriet\u00e0 dell&rsquo;azione penale di cui all&rsquo;art. 112 Cost.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tLe Camere Penali non hanno rilevato come la norma richiamata sia dal dr. Pignatone sia dalla Presidente della Commissione Giustizia della Camera, on. Ferranti, per sostenere la bont\u00e0 dell&rsquo;iniziativa, cio\u00e8 l&rsquo;art. 227 del Decr. L.vo 51\/1998, in luogo di conferire tale potere, sembra escluderlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tInfatti tale norma \u00e8 una disposizione transitoria nel contesto della riforma che port\u00f2 all&rsquo;abolizione delle Preture ed all&rsquo;introduzione del giudice unico, limitata a quel contesto storico e, finalizzata esclusivamente, per volont\u00e0 del legislatore, ad <em>&ldquo;assicurare la rapida definizione dei processi pendenti alla data di efficacia del presente decreto&rdquo;. <\/em>In sintesi, una norma speciale che si \u00e8 sottratta alla censura di violazione dell&rsquo;art. 112 Cost. proprio perch\u00e9 relativa ad una organizzazione dei ruoli di udienza per un periodo riconosciuto dal Parlamento come emergenziale, ove non si poneva per\u00f2 un limite numerico, ma si dettava un criterio di priorit\u00e0 organizzative per le quali si doveva smaltire l&rsquo;arretrato penale, tenendo <em>&ldquo;conto della gravit\u00e0 e della concreta offensivit\u00e0 del reato, del pregiudizio che pu\u00f2 derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l&#8217;accertamento dei fatti, nonch\u00e9 dell&#8217;interesse della persona offesa&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tNon potendosi attribuire ad una norma speciale transitoria, in contrasto con un principio fondamentale della Costituzione, un effetto estensivo al fine di ottenere il risultato di rendere in concreto funzionali gli uffici, la soluzione non pu\u00f2 essere demandata a soggetto diverso dal legislatore e, comunque, l&rsquo;emergenza non dovrebbe essere gestita con atti unilaterali di una componente del percorso processuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tInfatti il C.S.M., approvando nella seduta del 20 ottobre 1999 la<em> &ldquo;risoluzione sul decentramento dei Consigli giudiziari&rdquo;<\/em>, ne ha affermato la centralit\u00e0 nel sistema dell&rsquo;autogoverno territoriale e quindi gli stessi appaiono l&rsquo;unico organo che potrebbe dare disposizioni organizzative in situazioni emergenziali, considerate le attribuzioni organizzative che hanno con riferimento alla formazione dei ruoli dei giudici ex art. 7 bis R.D. 12\/1941 ed il fatto che vedono nel loro seno anche le componenti dell&rsquo;avvocatura e dell&rsquo;universit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tHanno viceversa sicuramente ragione le Camere Penali allorch\u00e9 attribuiscono la responsabilit\u00e0 della situazione ad<em> &ldquo;una politica sempre pi\u00f9 debole&rdquo;, <\/em>cos\u00ec come \u00e8 indubbio che, a volte, da parte di alcuni Magistrati e\/o della stampa si utilizza l&rsquo;emergenza per avallare <em>&ldquo;prassi distorte&rdquo;,<\/em> che poi si trasformano in norme in seguito a modifiche legislative sull&rsquo;onda di emozioni mediatiche per singoli eventi a volte in contrasto con le statistiche scientifiche relative al numero di fatti analoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tSi citano fatti veri e considerazioni corrette, quali che <em>&ldquo;l&rsquo;attribuzione di un successo investigativo esclusivamente alle intercettazioni&rdquo;<\/em> ha anche il fine far ritenere all&rsquo;opinione pubblica legittimo il <em>&ldquo;forzare i limiti fissati dall&rsquo;art. 15 della Costituzione&rdquo;<\/em>, o che &ldquo;<em>la mostrificazione dell&rsquo;arrestato di turno, ritratto in manette all&rsquo;uscita di casa&rdquo;<\/em> avviene perch\u00e9 i giornalisti sono l\u00ec su impulso del Magistrato inquirente che li utilizza come uno strumento di pressione e di condanna mediatica ancor prima che giudiziaria. Essi non possono per\u00f2 essere associati ad eventi di dubbia correttezza tecnica, il cui fine \u00e8 la funzionalit\u00e0 della giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \tPer recuperare il proprio ruolo centrale a tutela della difesa, all&rsquo;Avvocatura non occorre un Beppe Grillo in toga, ma azioni anche forti mediaticamente e politicamente che facciano comprendere che solo attraverso la collaborazione delle varie componenti del processo si realizza la pretesa di uno stato di dare giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"> \t<strong>di Romolo Reboa\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"> \t<strong>* Avvocato del Foro di Roma<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La circolare del Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, con\u00a0 la quale si limitano a 12.000 il numero dei processi da portare a dibattimento ogni anno \u00e8 una di quelle iniziative sulle quali si discuter\u00e0 per molto tempo, anche perch\u00e9 tutte le tesi, sia quelle favorevoli che quelle contrarie, hanno un loro fondamento. 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